Settembre segna la fine dell’estate e l’inizio di una nuova fase. Tornano gli orari, le routine, la scuola, le attività extrascolastiche e anche tante emozioni.
Per alcuni bambini tornare a scuola significa rivedere gli amici, usare il nuovo zaino e riprendere le attività che amano. Per altri può invece portare ansia, insicurezza, tristezza o anche un po’ di rifiuto.
Ed è del tutto normale. Ogni bambino vive il ritorno a scuola in modo diverso e, soprattutto, ogni età ha bisogno di un accompagnamento diverso.
L’obiettivo non è rendere il ritorno a scuola perfetto, ma aiutare i bambini a ritrovare gradualmente le loro abitudini, lasciare spazio alle emozioni e accompagnarli durante questo cambiamento.
Il ritorno a scuola: un cambiamento importante
Per noi adulti può sembrare semplicemente il ritorno alla routine. Per i più piccoli, invece, significa affrontare diversi cambiamenti dopo settimane di vacanza.
Cambiano gli orari del sonno, i pasti, il tempo trascorso in famiglia e il modo di organizzare la giornata. A seconda dell’età, possono esserci anche nuovi insegnanti, compagni, responsabilità o una nuova scuola.
Tutti questi cambiamenti possono portare emozioni diverse: entusiasmo, paura, tristezza, gioia, insicurezza o rabbia.
Non dobbiamo evitare queste emozioni, ma aiutare i bambini a riconoscerle e a imparare, poco alla volta, a gestirle.
Come vive il ritorno a scuola ogni età?
Da 0 a 3 anni: le prime separazioni
Quando iniziano il nido o la scuola dell’infanzia, separarsi dalle persone di riferimento può essere difficile.
È normale che alcuni bambini piangano al momento del saluto o abbiano bisogno di qualche giorno per abituarsi al nuovo ambiente.
Possiamo aiutarli creando routine semplici e prevedibili.
Qualche giorno prima dell’inizio della scuola, possiamo iniziare a ripristinare gli orari abituali del sonno e dei pasti e spiegare con parole semplici come sarà la loro giornata.
Al momento del saluto, è meglio essere tranquilli, affettuosi e non prolungare troppo il distacco. Anche se può essere difficile, è preferibile salutare il bambino piuttosto che andare via senza farsi vedere.
E ricordiamoci che piangere non significa necessariamente che l’inserimento stia andando male. Il pianto è un modo per esprimere quello che si prova davanti a una situazione nuova.
Da 3 a 6 anni: entusiasmo, domande e piccole paure
A questa età i bambini iniziano a capire meglio cosa significa tornare a scuola.
Possono essere felici di ricominciare, ma anche avere dubbi e paure:
Ci sarà la mia maestra? Chi verrà a prendermi? Rivedrò i miei amici? E se non riesco a fare qualcosa?
Parlare con loro di queste preoccupazioni può aiutarli a sentirsi più sicuri.
Possiamo raccontare come sarà la giornata, visitare la scuola se possibile e preparare insieme tutto ciò che serve.
È anche un buon momento per incoraggiare la loro autonomia: preparare lo zaino, scegliere tra due vestiti, mettere a posto le scarpe o aiutare a preparare la tavola.
Sono piccole azioni che li fanno sentire partecipi e capaci.
Non hanno bisogno che facciamo tutto al posto loro. Hanno bisogno di sapere che ci siamo quando hanno bisogno di noi.
Da 6 a 12 anni: più responsabilità, più emozioni
Con la crescita arrivano anche nuove responsabilità: compiti, verifiche, attività e relazioni con i compagni.
I bambini diventano più consapevoli delle proprie capacità, ma anche delle cose che li preoccupano.
Per questo è importante mantenere aperto il dialogo.
Invece di chiedere solo “Com’è andata a scuola?”, possiamo fare domande più specifiche:
- Qual è stata la cosa più bella della tua giornata?
- C’è stato qualcosa che ti ha preoccupato?
- C’è qualcosa di cui vuoi parlarmi?
Ascoltare senza giudicare e senza minimizzare quello che provano li aiuta a sentirsi compresi e sostenuti.
Possiamo anche aiutarli a organizzare i compiti e le attività, creando insieme una routine semplice che permetta loro di diventare sempre più autonomi.
Tutte le emozioni sono importanti
Uno dei regali più importanti che possiamo fare ai nostri figli durante il ritorno a scuola è insegnare loro che tutte le emozioni hanno un posto.
Non c’è niente di sbagliato nell’avere paura.
Non c’è niente di sbagliato nell’essere tristi.
Non c’è niente di sbagliato nell’essere nervosi.
E non c’è niente di sbagliato nemmeno nell’essere felici di tornare a scuola.
Possiamo aiutarli a dare un nome a quello che sentono e mostrare loro che li comprendiamo:
“Capisco che tu sia nervoso.”
“È normale sentire la mancanza delle vacanze.”
“Vuoi raccontarmi cosa ti preoccupa di più?”
Quando un bambino si sente ascoltato, impara che può fidarsi di noi anche quando qualcosa è difficile.
Ritrovare le routine poco alla volta
Dopo un’estate con più libertà e orari flessibili, tornare alla routine può richiedere qualche giorno.
Per rendere questo momento più semplice possiamo:
- anticipare poco alla volta l’ora della nanna;
- tornare agli orari abituali dei pasti;
- preparare lo zaino e i vestiti la sera prima;
- creare una semplice routine mattutina;
- dedicare un po’ di tempo ai bambini dopo la scuola;
- evitare di riempire i primi giorni con troppe attività;
- assicurarsi che dormano abbastanza.
Le routine non devono essere rigide. Possono invece diventare un punto di riferimento che aiuta i bambini a sapere cosa succederà durante la giornata.
Piccoli rituali per rendere speciale il ritorno a scuola
A volte sono i piccoli gesti a rendere più semplice un cambiamento.
Preparare insieme lo zaino, scegliere la colazione del primo giorno, leggere una storia prima di dormire o creare un piccolo rituale per il momento del saluto può aiutare a trasformare i nervi in entusiasmo.
Anche dopo la scuola possiamo creare un piccolo rituale familiare: qualche minuto senza schermi per parlare, giocare, leggere o semplicemente stare insieme.
Perché tornare a scuola non significa rinunciare al tempo in famiglia. Significa trovare un nuovo modo per condividerlo.
Accompagnare significa anche avere fiducia
Ogni bambino ha i suoi tempi. Alcuni si abitueranno in pochi giorni, altri avranno bisogno di un po’ più di tempo.
Il nostro compito non è eliminare tutte le difficoltà, ma offrire ai bambini un ambiente sicuro dal quale possano affrontarle.
Ascoltarli, rispettare i loro tempi e dare loro piccole opportunità per fare le cose da soli li aiuta a sviluppare qualcosa di fondamentale: la fiducia in se stessi.
Perché crescere significa anche imparare ad affrontare nuovi inizi.
E settembre è un nuovo inizio per tutta la famiglia.
Da Micuna vogliamo accompagnarvi anche in questa nuova fase, creando spazi pensati per il riposo, l’autonomia e il benessere dei più piccoli.
Buon ritorno a scuola! 🧡




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